Date
01/10/2026
Time
14:30 - 16:30
Location
Politecnico di Milano, Campus Leonardo, Aula De Donato, Piazza Leonardo da Vinci ,32 - Milano
Come può il patrimonio pubblico contribuire alla qualità della città contemporanea? E quale responsabilità hanno architetti e amministratori nel trasformarlo e consegnarlo alle generazioni future?
Il workshop riflette sul patrimonio immobiliare dello Stato come bene comune, risorsa culturale e identitaria da ripensare alla luce dei nuovi bisogni della società, della crisi climatica e dell’innovazione tecnologica.
Al centro dell’incontro, Mario Botta affronterà il rapporto tra storia, memoria e trasformazione dell’architettura attraverso alcuni significativi interventi sul patrimonio pubblico e privato - dal Carcere di Perugia, all'Università di Tsinghua, alle cantine di Radda in Chianti - ponendo una questione centrale per il progetto contemporaneo: come trasformare l’esistente, attribuendogli nuovi usi e significati, senza cancellarne la memoria?
Gli altri interventi affronteranno le trasformazioni della città e l’adattamento ai cambiamenti climatici, con il caso di Milano, e presenteranno gli esiti della collaborazione tra Agenzia del Demanio e Politecnico di Milano: dalla ricerca sui processi digitali e BIM alla sperimentazione progettuale su casi concreti e alla definizione di linee guida per il patrimonio pubblico.
Per gli studenti, i ricercatori, i professionisti, il workshop offre l’occasione di riflettere sul progetto come responsabilità verso il patrimonio, la città e la società, mettendo in relazione memoria, bisogni del presente e futuro.
Relatori: Donatella Sciuto, Rettrice Politecnico di Milano; Alessandra dal Verme, Direttore Generale Agenzia del Demanio; Mario Botta, Architetto; Carolina Pacchi, Roberta Capello, Politecnico di Milano; Fabrizio Tucci, Agenzia del Demanio; Angelo Pascale, Comune di Milano; Alberto Pavan, Ilaria Valente, Politecnico di Milano; moderatore Filippo Salucci, Agenzia del Demanio
Responsabile: Ilaria Valente
Contatti: ilaria.valente@polimi.it
