Le città e i territori si trovano a dover affrontare una molteplicità di rischi aggravati dall’incertezza, dal cambiamento climatico e dalla crisi ambientale. L’intensificarsi degli eventi estremi li rende sempre più fragili ed esposti a fenomeni come terremoti, inondazioni, frane, siccità, incendi, ecc., che possono creare scenari multirischio, dove la soluzione di un problema potrebbe involontariamente aumentare un altro tipo di pericolo. L’interdipendenza tra i diversi fenomeni e la loro propagazione spaziale, rende il problema non più una somma di singoli rischi ma un sistema complesso, i cui effetti non riguardano solo i luoghi ma anche chi li abita.
A partire da questa premessa, il volume concentra l’attenzione sul ruolo delle strategie partecipative intese come elemento centrale per costruire consapevolezza, prevenzione, capacità di risposta e per costruire comunitàpreparate nei processi di Riduzione e Gestione del Rischio di Disastri (DRR/DRM) e di Adattamento al Cambiamento Climatico (CCA).
Il coinvolgimento attivo degli abitanti è considerato un processo di co-costruzione nella conoscenza del rischio, capace di integrare saperi tecnici e conoscenza locale.
In questa ottica il rischio viene percepito come una realtà concreta e condivisa, utile a favorire il passaggio dal concetto di resilienza, intesa come la capacità del sistema di assorbire uno shock e ritornare alla condizione precedente, a quello di antifragilità in base al quale il sistema ha la capacità di trasformare le crisi, le incertezze e la vulnerabilità in opportunità di miglioramento e rigenerazione.
Il modello di attivazione di processi di coprogettazione e di educazione alla prevenzione del rischio in contesti fragili è stato sviluppato attraverso la comparazione con casi di studio internazionali e pratiche partecipative.


